Assistenza sanitaria post-Brexit: di quali diritti godono ora i cittadini italiani residenti in Gran Bretagna?

Finalmente si è concluso il 2020 un anno difficile per molti, che consegna al 2021 un mondo completamente diverso. Sono tanti gli uomini e le donne che ancora oggi perdono la vita a cause del coronavirus, tuttavia, lo sforzo unitario delle nazioni è riuscito ad accendere la speranza che i vaccini spazzeranno via questo incubo dalla faccia della terra e noi, italiani residenti nel Regno Unito, potremmo finalmente spostarci e riprendere a viaggiare verso l’Italia. L’anno nuovo ci ha portato la conclusione della saga Brexit iniziata più di quattro anni fa, consegnandoci la speranza che finalmente, l’Unione europea, svincolata dal problema Brexit, possa riprendere il cammino verso gli Stati Uniti d’Europa, progettata dai Padri Fondatori della Comunità Economica Europea.

 

Le firme congiunte della Gran Bretagna e dell’Unione Europea sul Withdrawl Agreement e sul EU-UK Trade and Cooperation Agreement, hanno concluso un ciclo di trattative che riaffermano una serie di diritti e doveri dei cittadini europei e britannici, precedentemente sanciti dai Regolamenti e dalle Direttive comunitarie. Pertanto, possiamo ora iniziare a porci delle domande su come comportarci, quando ci spostiamo dalla Gran Bretagna per l’Europa. Per esempio ci chiediamo: possiamo guidare in Francia o in Italia con la patente britannica? Oppure, se ci sentiamo male mentre siamo in Belgio o in Italia ed abbiamo bisogno di un dottore o di essere ricoverati in ospedale, siamo ancora coperti dal National Health Service del Regno Unito?

 

Iniziamo con quest’ultima domanda.

 

Premessa: le norme Comunitarie pre-Brexit che ci garantivano l’assistenza sanitaria in tutti i 28 stati dell’Unione Europea, erano quelle previste principalmente dagli articoli 17-21 del Regolamento 883/2004 e dagli articoli 25-26 del Regolamento di applicazione 987/2009. La prova dei principi espressi da tale normativa si materializzava con la emissione di una tessera medica da parte di ciascuno Stato Membro dell’Unione Europea che veniva e viene ancora denominata in modo diverso: per esempio quella rilasciata dall’Italia si chiama TEAM (Tessera Europea delle Assicurazioni Malattie) mentre quella rilasciata dal Regno Unito si chiama EHIC (European Health Insurance Card).  La presentazione di tale tessera garantiva l’erogazione di alcune prestazioni sanitarie in ogni Paese dell’Unione diverso da quello di residenza. La tessera ha la validità di 5 anni.

 

Quali sono i servizi sanitari accessibili gratuitamente, previsti dalla normativa comunitaria per i cittadini comunitari che si muovono all’interno dell’Unione Europea?

 

I regolamenti comunitari, per principio, tentano di eliminare il requisito della residenza dalle condizioni necessarie per accedere ai diritti previdenziali, assistenziali e sanitari: questo principio comporta che ogni cittadino europeo deve essere trattato allo stesso modo dei cittadini residenti, in qualunque stato dell’Unione egli si trovi. In pratica, la tessera EHIC permetteva il riconoscimento del diritto alle prestazioni sanitarie erogate dal sistema nazionale, quando il cittadino britannico “pre-Brexit” aveva necessità di cure mediche di pronto soccorso, le quali non potevano aspettare il ritorno in Gran Bretagna. Le cure mediche comprendevano non solo le malattie di qualsiasi tipo sopravvenute nel Paese di permanenza temporanea, ma anche quelle preesistenti e croniche come, per esempio, le malattie che richiedono la dialisi e quelle di routine come l’assistenza alla maternità. Questo valeva ovviamente anche per i cittadini europei nel Regno Unito.

 

Dal 1° gennaio 2021, la tessera EHIC ha ancora valore?

 

La risposta è si, ma con delle distinzioni. Vediamo quali sono.

 

1- Uno dei punti importanti dell’accordo annunziato il 24 dicembre 2020, è stato quello che la tessera medica EHIC può ancora essere utilizzata fino alla data della sua validità. La data di scadenza della tessera precedentemente rilasciata dalle autorità britanniche è riportata in fondo all’ultima riga della prima pagina (9-Expiry date).

 

2- La tessera EHIC non sarà più rinnovata. Invece, verranno introdotte due nuove tessere mediche: la GHIC (Global Health Insurance Card) per i cittadini britannici e la UK-EHIC (UK European Health Insurance Card) per i cittadini dell’Unione Europea. Alla scadenza della tessera EHIC quindi, l’assicurato potrà chiedere il rilascio della nuova tessera gratuitamente e nei seguenti modi:

 

A)- Coloro che hanno la cittadinanza britannica, possono fare domanda della GHIC nei seguenti modi:

In tutti e due i casi, i documenti e le informazioni richieste sono:

  • Nome e cognome
  • Indirizzo
  • Data di nascita
  • National Insurance Number oppure il National Health Number
  • Nome e indirizzo dello studio medico (GP).

 

Da notare che la GHIC è valida nei 27 Paesi dell’Unione Europea ma non è valida nei paesi con cui l’Unione Europea aveva stipulato degli accordi, congiuntamente all’Unione Europea, e cioè la Svizzera, la Norvegia, l’Islanda e il Liechtenstein.

 

B)- Coloro che hanno la cittadinanza di uno degli stati dell’Unione Europea ed erano residenti nel Regno Unito prima del 31.12.2020, possono fare domanda della nuova tessera UK-EHIC. Cliccando il seguente indirizzo: https://services.nhsbsa.nhs.uk/cra/info-eu-national si potrà accedere alla richiesta del documento dopo aver risposto alle domande poste dal programma. Le informazioni per ottenere la nuova tessera medica sono simili a quelle sopra descritte, tenendo presente che in alcune circostanze, il NHSBSA potrebbe chiedere l’indicazione del tipo di soggiorno ottenuto dall’Home Office.

 

C)- Gli studenti con nazionalità di uno dei Paesi dell’UE, regolarmente residenti nel Regno Unito e che hanno iniziato il corso di studi prima del 31.12.2020, possono chiedere la nuova tessera UK-EHIC se si recano per motivi di studio in uno dei 27 Paesi dell’Unione. La domanda deve essere fatta via e-mail, all’indirizzo nhsbsa.ehicapplicationsohs@nhs.net con le seguenti informazioni:

  1. Evidenza di residenza (utility bills)
  2. Evidenza del pre-Settled oppure Settled Status, oppure evidenza di ILR (Indefinite Leave to Remain) oppure del RP (Residence Permit)
  • Copia di una lettera dell’istituto scolastico inviata all’indirizzo di residenza dello studente che conferma:
  • Nome ed indirizzo dell’Istituzione;
  • Indirizzo dell’Istituzione dove si intende andare a studiare in Europa;
  • Qualifica che si intende acquisire
  • Data di inizio e di fine del corso
  • Periodo di studio estero se parte del corso seguito in Gran Bretagna

 

D)- Coloro che si sono recati in Gran Bretagna dopo il 4 gennaio 2021 e non hanno accesso al pre-Settled o al Settled Status. Le persone che sono venute e verranno in Gran Bretagna dopo il 4 gennaio 2021 per restarvi per più di 6 mesi, in base alle nuove regole nazionali britanniche sull’immigrazione, avranno chiesto un Visa appropriato al tipo di permesso di soggiorno richiesto e quindi avrà versato gli importi richiesti (Immigration Health Surcharge) per accedere ai servizi del National Health Service.

Per questi soggetti ancora non è tanto chiaro cosa debbono fare per ottenere la tessera assicurativa se si spostano temporaneamente in uno dei 27 Stati dell’Unione e quindi ci ritorneremo in seguito.

 

3)- Vi sono altre categorie di persone che possono ottenere uno dei due tipi delle nuove tessere mediche, come il coniuge, i figli minorenni e le persone maggiorenni a carico del soggetto residente con tessera assicurativa, come gli ammalati che hanno ottenuto il permesso di sottoporsi a cure mediche nel Regno Unito attraverso il modulo europeo S1. Per queste persone sono previste procedure particolari per ottenere la tessera appropriata.

 

In conclusione, a differenza della precedente tessera EHIC, le nuove tessere mediche coprono meno rischi assicurativi. Per esempio, si continuerà ad avere diritto alle prestazioni sanitarie di emergenza e di routine ma non più a quelle malattie di lunga durata che prevedono un trattamento speciale, per le quali necessita il benestare preventivo da parte del Regno Unito.

 

La possibilità di usufruire delle prestazioni per malattia da parte del National Health Service, è prevista anche per il cittadino italiano che viene in vacanza in Gran Bretagna, in possesso della TEAM, cioè la Tessera Europea delle Assicurazioni Malattie?

 

Certamente. I diritti previsti dall’Accordo del 24 dicembre scorso sono reciproci e quindi quello che vale per le persone assicurate in Gran Bretagna che si recano in uno stato dell’Unione vale anche per gli assicurati da parte di uno dei paesi dell’Unione che si recano nel Regno Unito.

 

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano prevede diritti speciali per gli italiani residenti nel Regno Unito che si recano in Italia per vacanze o per lavoro?

 

Per quanto riguarda specificamente i cittadini italiani residenti all’estero che si recano in Italia per vacanze, oppure per lavoro ma comunque per periodi inferiori a sei mesi, la normativa italiana prevede la possibilità di accedere ai servizi del Servizio Sanitario Nazionale, indipendentemente dalle norme comunitarie e da altri accordi bilaterali sull’assistenza sanitaria.

 

Partiamo da un brevissimo accenno alla struttura storica del Servizio Sanitario Nazionale italiano.

 

Il Servizio Sanitario Nazionale per come lo conosciamo oggi è nato con la legge 833 del 23 dicembre 1978. Il principio guida era quello di concretizzare il dettame dell’art. 32 della Costituzione italiana, il quale sancisce il diritto alla salute di tutti gli individui, finanziato attraverso la fiscalità generale, attraverso il pagamento di un ticket da parte degli utenti e di alcune prestazioni a pagamento.  Nel 1992, le USL (Unità Sanitarie Locali) vennero trasformate in ASL (Aziende Sanitarie Locali).

 

Nel 2001 vengono ridisegnate le competenze di Stato e Regioni; allo Stato viene data la competenza esclusiva per la protezione internazionale e per determinare i livelli essenziali delle prestazioni, mentre alle Regioni viene data l’erogazione dei servizi di assistenza sanitaria ed ospedaliera.

 

Ciò premesso, poiché non possiamo qui presentare le diverse priorità ed obiettivi sanitari di ogni Regione, faremo riferimento esclusivamente a quanto previsto dallo Stato, raccomandando all’interessato di consultare l’ASL di riferimento, per eventuali prestazioni più favorevoli di quelle assicurate dallo Stato.

 

A questo punto è necessario richiamare un obbligo amministrativo importante che l’interessato deve compiere quando ne sussistono le condizioni, perché determina il diritto ai servizi offerti dal Servizio Sanitario Nazionale: l’obbligo dell’iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).

 

Chi è tenuto all’iscrizione all’AIRE? Sono tenuti all’iscrizione all’AIRE i cittadini italiani che hanno trasferito la propria residenza all’estero per un periodo superiore a 12 mesi. In questa categoria sono inclusi anche i bambini nati all’estero il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia e le persone che, residenti all’estero, acquisiscono la cittadinanza italiana. Fanno eccezione a questa regola i lavoratori stagionali, i lavoratori distaccati, i dipendenti statali di ruolo ed i militari in servizio all’estero o presso strutture della Nato.

 

I registri AIRE sono tenuti ed aggiornati dai comuni italiani, in collaborazione con il Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno e dei Consolati e Ambasciate sparse in tutto il mondo.

 

Per più informazioni e per iscriversi all’AIRE presso il Consolato Generale di Londra visitate il seguente link:  https://serviziconsolari.esteri.it/ScoFE/index.sco

 

Per quanto riguarda le prestazioni del SSN, la regola generale è la seguente: i cittadini italiani iscritti all’AIRE, perdono il diritto all’assistenza sanitaria italiana. Il Comune italiano che ha ricevuto l’iscrizione AIRE, comunica all’ASL la cancellazione della persona interessata dai registri dei propri residenti. Oltre alla perdita del servizio del medico di famiglia, l’iscritto AIRE perde anche la possibilità di acquistare i medicinali attraverso il Ticket e l’assistenza sanitaria ospedaliera gratuita. Ovviamente, cade anche la validità della tessera TEAM eventualmente ottenuta prima dell’espatrio.

 

In caso di rientro temporaneo in Italia, vengono ripristinati alcuni servizi sanitari per i cittadini italiani iscritti AIRE e ai titolari di pensione italiana. E cioè in questi casi l’assistenza sanitaria viene assicurata per:

  • le prestazioni ospedalieri di pronto soccorso per malattia, infortunio e maternità,
  • le visite ed accertamenti diagnostici nei presidi ed ambulatori pubblici,
  • l’ospedalizzazione in strutture pubbliche o convenzionate,

 

Il tutto, per un periodo massimo di 90 giorni in un anno solare e a condizione che l’interessato non abbia già una copertura assicurativa pubblica o privata che garantisce prestazioni superiori a quelle sopra descritte.

 

Gli iscritti AIRE che intendono andare in Italia per periodi di residenza superiore ai 90 giorni, possono anche registrarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale (ASL) più vicina alla dimora temporanea. La reinscrizione temporanea all’ASL può essere chiesta per motivi di lavoro, studio e salute e vale per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi. Non si può chiedere l’iscrizione temporanea per motivi di vacanza. L’assicurato iscritto all’AIRE, oltre ad usufruire dei servizi di pronto soccorso sopra indicati durante il periodo di iscrizione temporanea, potrà scegliere anche il medico di base per la durata massima dell’anno solare, a condizione che egli versi i relativi contributi assicurativi in Italia.

 

Per corredare la domanda di iscrizione temporanea, vanno presentati i seguenti documenti:

  • documento di identità in corso di validità;
  • codice fiscale;
  • autocertificazione attestante la non copertura assicurativa pubblica o privata nel Paese estero di provenienza;
  • autocertificazione dello stato di emigrante;
  • autocertificazione di eventuale pensione erogata da Enti previdenziali italiani;
  • autocertificazione di eventuale frazione dei 90 giorni di assistenza già fruiti per richiesta ad altra Asl;
  • documentazione comprovante il versamento dei contributi in Italia se si chiede la scelta del medico di famiglia.

 

In conclusione, anche se la normativa italiana prevede delle regole particolari per i cittadini italiani iscritti all’AIRE che rimpatriano per brevi periodi di tempo, la copertura assicurativa, in quasi tutti i casi, è limitata e non superiore a quella ottenuta presentando la tessera EHIC oppure la nuova UK-EHIC.

 

Poiché in ogni caso si parla di assicurazione limitata, Brexit o no, si consiglia sempre di valutare la possibilità di munirsi di un’assicurazione sanitaria privata, valida per il periodo che si intende trascorrere fuori del territorio della Gran Bretagna e che includa una copertura superiore a quella già garantita dall’esibizione della tessera EHIC oppure della nuova UK-EHIC.

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