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Il Regno Unito ancora tra i primi paesi dove emigrano gli italiani

Chi ha lasciato l’Italia per l’estero da gennaio a dicembre 2020 lo ha fatto prevalentemente dal Centro-Nord (69,5%), con Lombardia e Veneto ferme nelle prime due posizioni. Lo rileva il nuovo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes della Cei. Come messo in rilevo già da qualche anno – si legge nel Rapporto – la Lombardia guida con 19.402 (17,7%), seguita dal Veneto con 12.346 (11,3%) partenze. Tutte le regioni, ad esclusione dell’Umbria (+44 unità), presentano, però, saldi negativi nell’ultimo anno a causa del Covid. La regione che, in valore assoluto, registra il saldo negativo maggiore è il Veneto (-2.762), seguito da Lombardia (-2.534), Campania (-1.801), Calabria (-1.789) e Puglia (-1.686). Al contrario, la Basilicata è la regione che ha perso meno residenti (-24), seguita da Val D’Aosta (-101) e Molise (-164). Degli oltre 109 mila connazionali che hanno spostato la loro residenza dall’Italia all’estero lungo il corso del 2020, il 78,7% lo ha fatto scegliendo l’Europa come continente.

“Probabilmente, nota il Rapporto – la vicinanza della meta di destinazione è stata una sorta di strategia di contenimento dei rischi a cui si andava incontro e non solo per la possibilità di contrarre il virus, quanto piuttosto per le condizioni del sistema sanitario del luogo prescelto e delle indicazioni ivi adottate”. Nel loro complesso, le destinazioni scelte lungo il corso del 2020 sono state 180 e, tra le prime dieci, ben sette sono nazioni europee. Ai primi posti, come accade ormai da diversi anni, vi sono il Regno Unito (33.293), la Germania (13.990) e la Francia (10.562) che, da sole, coprono il 52,8%. Se a queste aggiungiamo la Svizzera (8.189), che quest’anno, diversamente dal 2020, precede il Brasile (7.077), mentre l’incidenza “europea” sul totale nelle prime posizioni arriva al 60,3%.

Nel 2021 la comunità italiana residente in UK è aumentata del 33 per cento rispetto all’anno precedente.  Il Regno Unito è l’unico Paese dove è stato registrato un saldo positivo rispetto al numero di nostri connazionali che vi hanno trasferito la residenza. È uno dei dati che emerge dalla 16ma edizione del Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, presentato stamani a Roma. Tra le ragioni di questo incremento, si osserva nel comunicato di presentazione del rapporto, potrebbero esserci l’incremento delle richieste del ‘settled status’ provocato dalla cosiddetta ‘Brexit’, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Dal rapporto emerge inoltre che “degli oltre 109.000 connazionali che hanno spostato la loro residenza dall’Italia all’estero lungo il corso del 2020, il 78,7 per cento lo ha fatto scegliendo l’Europa come continente. Nel loro complesso – si legge ancora – le destinazioni scelte nell’ultimo anno sono state 180 e, tra le prime dieci, ben sette sono nazioni europee”.

Sono tre le grandi comunità di cittadini italiani iscritti all’AIRE: nell’ordine, Argentina (884.187, il 15,6% del totale), Germania (801.082, 14,2%), Svizzera (639.508, 11,3%). Seguono, a distanza, le comunità residenti in Brasile (poco più di 500 mila, 8,9%), Francia (circa 444 mila, 7,9%), Regno Unito (oltre 412 mila, 7,3%) e Stati Uniti (quasi 290 mila, 5,1%). I dati emergono dal Rapporto Italiani nel mondo 2021 della Fondazione Migrantes.

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